Cesenatico si allaghera ancora ?

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LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DEL CONSORZIO DI BONIFICA: “LAVORI MAI FATTI, CESENATICO SI ALLAGHERA’ ANCORA”.

In queste giornate concitate, in cui si cerca di salvare il salvabile e ripristinare le attività, ripulire le case e gli edifici pubblici alluvionati, una notizia ha attirato la mia attenzione.

Tra le tante dichiarazione ufficiali, abbiamo potuto leggere il Presidente della Regione Bonaccini che ha promesso milioni per sanare i danni causati dal maltempo (prima 2,5 poi si è sbottonato arrivando a 5 per tutta la regione !); una sfilza di banche in prima linea per agevolare prestiti a tassi calmierati; vari Sindaci che fanno a gara per accaparrarsi il premio per chi ha spalato più fango; ed infine un’ultima dichiarazione (nascosta tra le righe di un articolo del resto del carlino del 10 Febbraio, in cui si parla della devastazione nel Comune di Gambettola) rilasciata dal Direttore del Consorzio di bonifica ella Romagna.

Il Direttore Vincenzo Bosi, a seguito della domanda del giornalista, in cui chiede se esistano punti nevralgici sul territorio, dichiara testualmente: “Cesenatico. La situazione grida vendetta. I lavori che dovevano essere fatti dopo l’alluvione del 2011 non sono mai cominciati. Servono 4 milioni per le arginature i canali Vena e Venone, per il collegamento tra vena Madonnina e idrovora Venarella e per una cassa di laminazione. Se non si interviene Cesenatico sarà sommersa anche la prossima volta. I soldi ci sarebbero ma la burocrazia blocca tutto da un paio di anni

Ricapitolando: a mare abbiamo le mareggiate che mettono in ginocchio le attività e abitazione sulla costa; il centro è periodicamente in allerta a causa di eventuali eventi atmosferici imprevisti (come quello accaduto nel settembre 2014) che ne potrebbe causare nell’allagamento; l’entroterra (come per esempio il Quartiere di Sala) hanno scoperto (a proprio discapito) di essere un’ottima “cassa di espansione” naturale nel caso di piene. E tutto questo farcito da milioni di euro della collettività spesi per: porte vinciane che si chiudono solo a mare calmo e sperando che non vi siano cumuli di sabbia davanti; un by pass a Zadina che supporta solamente un carico ridotto di metri cubi di acqua; argini che non tengono la pressione e piena dell’acqua. Insomma, la situazione non è (come qualcuno vuole farci credere) delle più tranquille.

Da tempo abbiamo evidenziato che il nostro territorio è dissestato ed è stato martoriato da politiche speculative e dannose. Abbiamo suggerito di cambiare rotta e nell’immediato di potenziare lo scarico di Zadina con adeguata stazione di pompaggio, poichè è il principale punto critico in concomitanza della chiusura del porto canale. I progetti del consorzio sono validi e sono supportati da tecnici competenti che vanno sostenuti con impegno. La politica urbanistica ed edilizia deve cambiare. E’ chiaro a tutti che gli errori si pagano. 

Ormai è un dato di fatto che moriremo DemoCristiani, ma anche alluvionati, forse, è una punizione fin troppo dura, anche per dei lottatori come siamo noi Romagnoli !

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