Interpellanza M5S regione Emilia Romagna – Problematiche e strategie per la risoluzione dei problemi del dissesto idrogeologico

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Premesso che

tra gli eventi atmosferici che hanno colpito il territorio regionale tra il 5 e 6 febbraio scorso, ci sono state eccezionali piogge ed una violenta tempesta abbattutasi sulla costa romagnola che ha causato seri danni agli stabilimenti balneari ed ha notevolmente ridotto l’area di spiaggia utilizzabile;
nel febbraio 2014, ai sensi dell’art. 3 del D.L. 13 maggio 2011, è stato firmato il decreto istitutivo del distretto della costa emiliano-romagnola, un’area di 14 comuni per un totale di circa 110 km di costa;
il nuovo distretto è uno dei più importanti d’Europa con circa 40 milioni di presenze annuali realizzate grazie a una straordinaria offerta ricettiva (3.172 alberghi, 104.500 alloggi privati, 51 campeggi per un totale di 685mila posti letto), balneare (1.426 stabilimenti balneari, 18 porti turistici con 5.537 posti barca), del tempo libero (16 i parchi divertimento), enogastronomica (2.250 tra ristoranti, trattorie e pizzerie e 3.700 tra bar, caffetterie, birrerie, enoteche);
per il distretto della costa la spiaggia rappresenta la radice della propria economia turistica ed è dovere di ogni amministrazione svolgere tutte le azioni necessarie per la sua tutela;

tenuto conto che

la stagione 2015 è ormai alle porte, aprendosi tradizionalmente in coincidenza delle festività pasquali e di primavera;
i lavori di ripristino necessari riportare la situazione in una condizione atta a ricevere l’usuale numero di turisti richiederanno tempi non brevi;

considerato che

dal confronto tra il dato 2006-2012 con quello riferito al periodo precedente 2000-2006 emerge che, nonostante l’efficacia degli interventi, i processi erosivi sulla costa regionale stanno progredendo, infatti, le spiagge che nel 2006 presentavano condizioni critiche erano il 47% (pari a 45 km) mentre nel 2012 esse rappresentano il 65% (a pari 77 km);
appare evidente come la situazione sia destinata ad aggravarsi ulteriormente in futuro, anche perché, ad eccezione del Po di Goro, i fiumi continuano ad avere una scarsa portata solida;
l’azione delle politiche regionali e comunali di difesa della costa è stata recepita dalle comunità locali e dagli operatori costieri ma, a fronte della drastica riduzione dei finanziamenti, rischia di essere insufficiente;

rilevato che

la riduzione progressiva del trasporto solido fluviale, insieme al procedere della subsidenza, ha rappresentato e rappresenta tuttora la principale causa di erosione delle spiagge della Regione Emilia-Romagna;
la subsidenza ha effetti devastanti soprattutto in alcune zone quali ad esempio il tratto di costa di Lido di Dante dove si registra una subsidenza di circa 1,9 cm all’anno, che rappresenta la velocità di abbassamento più elevata di tutto il litorale, e l’abbassamento di 1 cm all’anno equivarebbe ad una perdita di 10.000 metri cubi di sabbia per km lineare di costa;
le linee guida per la gestione integrata delle zone costiere (GIZC) approvate dal Consiglio regionale, con deliberazione n. 645 del 20 gennaio 2005, prevedono varie azioni di rimozione e mitigazione delle cause di erosione, quali:
favorire il trasporto solido a mare dei fiumi (per esempio, tra gli altri, sarebbe necessario procedere al ripristino del trasporto solido del fiume Conca);
azzerare la componente antropica della subsidenza riducendo il prelievo di acqua di falda e bloccando ulteriori concessioni di sfruttamento per l’estrazione di metano e, comunque, di prelievo di fluidi dal sottosuolo (si pensi alle aree particolarmente delicate del ravennate e dei dintorni di Cesenatico);
contrastare le condizioni di irrigidimento della linea di costa e la pressione edilizia sulla costa;
e fra le azioni di difesa e riqualificazione delle spiagge:
evitare la realizzazione di nuove opere a Mare;
il ripascimento con sabbie sottomarine e litoranee;
la Regione Emilia-Romagna si era impegnata, al fine di fronteggiare il fenomeno, ad effettuare ripascimenti straordinari ogni 5 anni, ma l’ultimo è stato effettuato nel 2007, nonostante i buoni risultati ottenuti;
si è abbondantemente parlato di un maxi progetto da 16,5 milioni di euro (1,5 dei quali sarebbe stato messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e 15 richiesti al Governo nazionale) per mettere in sicurezza i tratti a più elevato rischio idrogeologico del litorale interessati da erosione, subsidenza e rischio di ingressione marina negli abitati, attraverso il ripascimento con sabbie sottomarine;
questo c.d. “progettone” sarebbe stato inviato al Ministero dell’Ambiente nel 2014, e sarebbe stato messo a punto l’Assessorato regionale alla Sicurezza territoriale e prevederebbe una serie di interventi prioritari in vari comuni delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara;
si tratterebbe del terzo intervento di questo tipo, dopo quelli effettuati nel 2002 e nel 2007, e dopo la realizzazione del c.d. sabbiodotto permanente sotterraneo di Riccione inaugurato a novembre 2013;
lo stesso sabbiodotto, che non sarebbe stato comunque sufficiente a fronteggiare una situazione straordinaria come quella attuale, è stato gravemente danneggiato dagli ultimi eventi atmosferici.

Interpella la Giunta e l’Assessore competente per sapere

quali strategie, a breve e medio termine, intenda seguire nell’approccio al problema e quali interventi intenda adottare, in tempi brevissimi, volti alla riparazione dei danni causati dall’ultima mareggiata;
quali strumenti ritenga i più idonei per consentire il ripristino delle spiagge maggiormente colpite, in tempo utile per l’avvio della stagione balneare 2015, in particolare:
ad ottenere interventi immediati al fine di ripristinare un’adeguata profondità della spiaggia, reperendo rapidamente il necessario quantitativo di sabbia;
ad ottenere la pianificazione dell’intervento straordinario di ripascimento (previsto nel 2012), entro il più breve tempo possibile;
a prevedere la realizzazione di uno studio approfondito e risolutivo di sistemi di contenimento dell’erosione e alla successiva loro realizzazione;
ad impedire momentaneamente, con una moratoria ad hoc, la realizzazione di nuovi manufatti marini che potrebbero pregiudicare l’integrità dell’arenile nell’attesa di una soluzione risolutiva;
se per quanto riguarda la subsidenza la Regione abbia valutato di chiedere al Governo nazionale di non rinnovare le concessioni di estrazione o, in alternativa, di chiedere ai concessionari di farsi carico delle spese del progetto di messa in sicurezza della costa, almeno per i tratti che riguardano la province di Ferrara e Ravenna.

Il Consigliere
(Andrea Bertani)

andrea bertani

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