Tematica: 'Alluvione'
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Serata approfondimento puzze e allagamenti

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puzze

Il MoVimento 5 Stelle di Cesenatico organizza una serata sul tema degli allagamenti e puzze nel quartiere di Bagnarola. Con la collaborazione e il supporto tecnico dell’Ing. Lino Rossi, presidente dell’associazione “Ambiente e Territorio”, sono in calendario una serie di incontri con la cittadinanza per l’informazione e la condivisione delle cruciali tematiche riguardanti il dissesto idrogeologico del territorio, la pianificazione di strategie contro gli allagamenti e l’annosa questione del fetore proveniente dal depuratore e dalla discarica.

Il terzo appuntamento si terrà Giovedì 19 aprile alle ore 20.45 presso il centro sociale 12 stelle di Bagnarola. In particolare, verranno approfondite le tematiche legate alla gestione delle acque: le cause degli allagamenti, le proposte per sopperire alle mancanze riscontrate e le possibili soluzioni che garantiscano in futuro una maggiore sicurezza. La cittadinanza è invitata a partecipare per potersi informare e confrontare sul futuro del nostro territorio.

Silvia Serra - Riccardo Romani

Riccardo Romani – candidato assessore (ambiente e salvaguardia del territorio).
Silvia Serra – candidata assessore (lavori pubblici e urbanistica)

Approvata mozione M5S, Cesenatico avrà l’esercitazione annuale per la salvaguardia contro gli allagamenti

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maraffa - allagato centro storico

Nasce il coordinamento contro gli allagamenti del centro storico. Durante lo scorso Consiglio comunale, l’assise ha approvato la mozione presentata dal MoVimento 5 Stelle con la quale si chiedeva la pianificazione di un’esercitazione con cadenza annualeper la salvaguardia delle attività commerciali e delle residenze nel centro storico da allagamenti imprevedibili (modalità, soggetti coinvolti e tempistiche atti a fronteggiare con immediatezza la fuoriuscita imprevista di acque dal porto canale). Alla pianificazione parteciperanno il Comune di Cesenatico, la Protezione civile, il Consorzio di bonifica e la Capitaneria di porto.

Nelle premesse della proposta si può leggere che Martedi 13 Ottobre 2014 era stata convocata la Commissione “attività produttive e garanzia”, il quale oggetto ha riguardato la “relazione dello stato di fatto del sistema di salvaguardia e protezione idrogeologica del Comune di Cesenatico – approfondimento sulle cause dell’allagamento del centro storico e proposte per sopperire alle mancanze riscontrate”. Tale commissione ha rilevato numerose carenze del sistema di salvaguardia idrogeologica nella zona del porto – centro storico, in particolare: mancato dragaggio del porto canale che limita fortemente la portata di acque all’interno del canale; le porte vinciane risultano inutilizzabili, e quindi inefficaci, in condizione di mare mosso e nel caso che vi siano agenti atmosferici imprevisti; le sponde del porto canale risultano sottodimensionate rispetto alle necessità di protezione in caso di forti mareggiate e alta marea. Attraverso il confronto in Commissione e il dialogo con i cittadini e commercianti del centro storico, è nata la proposta di organizzare, coadiuvata da un coordinamento (Comune di Cesenatico, la Protezione civile, il Consorzio di bonifica e la Capitaneria di porto), un’esercitazione a cadenza annuale, al fine di predisporre accorgimenti immediati che possano salvaguardare le attività commerciali e residenze nel caso di un nuovo allagamento del centro storico.

Questa iniziativa sarà calendarizzata dal Comune indicativamente al termine della stagione estiva con cadenza annuale, per dare una risposta alle richieste di aiuto dei commercianti e residenti del centro storico.

Interpellanza M5S regione Emilia Romagna – Problematiche e strategie per la risoluzione dei problemi del dissesto idrogeologico

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Logo MoVimento 5 Stelle

 

Premesso che

tra gli eventi atmosferici che hanno colpito il territorio regionale tra il 5 e 6 febbraio scorso, ci sono state eccezionali piogge ed una violenta tempesta abbattutasi sulla costa romagnola che ha causato seri danni agli stabilimenti balneari ed ha notevolmente ridotto l’area di spiaggia utilizzabile;
nel febbraio 2014, ai sensi dell’art. 3 del D.L. 13 maggio 2011, è stato firmato il decreto istitutivo del distretto della costa emiliano-romagnola, un’area di 14 comuni per un totale di circa 110 km di costa;
il nuovo distretto è uno dei più importanti d’Europa con circa 40 milioni di presenze annuali realizzate grazie a una straordinaria offerta ricettiva (3.172 alberghi, 104.500 alloggi privati, 51 campeggi per un totale di 685mila posti letto), balneare (1.426 stabilimenti balneari, 18 porti turistici con 5.537 posti barca), del tempo libero (16 i parchi divertimento), enogastronomica (2.250 tra ristoranti, trattorie e pizzerie e 3.700 tra bar, caffetterie, birrerie, enoteche);
per il distretto della costa la spiaggia rappresenta la radice della propria economia turistica ed è dovere di ogni amministrazione svolgere tutte le azioni necessarie per la sua tutela;

tenuto conto che

la stagione 2015 è ormai alle porte, aprendosi tradizionalmente in coincidenza delle festività pasquali e di primavera;
i lavori di ripristino necessari riportare la situazione in una condizione atta a ricevere l’usuale numero di turisti richiederanno tempi non brevi;

considerato che

dal confronto tra il dato 2006-2012 con quello riferito al periodo precedente 2000-2006 emerge che, nonostante l’efficacia degli interventi, i processi erosivi sulla costa regionale stanno progredendo, infatti, le spiagge che nel 2006 presentavano condizioni critiche erano il 47% (pari a 45 km) mentre nel 2012 esse rappresentano il 65% (a pari 77 km);
appare evidente come la situazione sia destinata ad aggravarsi ulteriormente in futuro, anche perché, ad eccezione del Po di Goro, i fiumi continuano ad avere una scarsa portata solida;
l’azione delle politiche regionali e comunali di difesa della costa è stata recepita dalle comunità locali e dagli operatori costieri ma, a fronte della drastica riduzione dei finanziamenti, rischia di essere insufficiente;

rilevato che

la riduzione progressiva del trasporto solido fluviale, insieme al procedere della subsidenza, ha rappresentato e rappresenta tuttora la principale causa di erosione delle spiagge della Regione Emilia-Romagna;
la subsidenza ha effetti devastanti soprattutto in alcune zone quali ad esempio il tratto di costa di Lido di Dante dove si registra una subsidenza di circa 1,9 cm all’anno, che rappresenta la velocità di abbassamento più elevata di tutto il litorale, e l’abbassamento di 1 cm all’anno equivarebbe ad una perdita di 10.000 metri cubi di sabbia per km lineare di costa;
le linee guida per la gestione integrata delle zone costiere (GIZC) approvate dal Consiglio regionale, con deliberazione n. 645 del 20 gennaio 2005, prevedono varie azioni di rimozione e mitigazione delle cause di erosione, quali:
favorire il trasporto solido a mare dei fiumi (per esempio, tra gli altri, sarebbe necessario procedere al ripristino del trasporto solido del fiume Conca);
azzerare la componente antropica della subsidenza riducendo il prelievo di acqua di falda e bloccando ulteriori concessioni di sfruttamento per l’estrazione di metano e, comunque, di prelievo di fluidi dal sottosuolo (si pensi alle aree particolarmente delicate del ravennate e dei dintorni di Cesenatico);
contrastare le condizioni di irrigidimento della linea di costa e la pressione edilizia sulla costa;
e fra le azioni di difesa e riqualificazione delle spiagge:
evitare la realizzazione di nuove opere a Mare;
il ripascimento con sabbie sottomarine e litoranee;
la Regione Emilia-Romagna si era impegnata, al fine di fronteggiare il fenomeno, ad effettuare ripascimenti straordinari ogni 5 anni, ma l’ultimo è stato effettuato nel 2007, nonostante i buoni risultati ottenuti;
si è abbondantemente parlato di un maxi progetto da 16,5 milioni di euro (1,5 dei quali sarebbe stato messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e 15 richiesti al Governo nazionale) per mettere in sicurezza i tratti a più elevato rischio idrogeologico del litorale interessati da erosione, subsidenza e rischio di ingressione marina negli abitati, attraverso il ripascimento con sabbie sottomarine;
questo c.d. “progettone” sarebbe stato inviato al Ministero dell’Ambiente nel 2014, e sarebbe stato messo a punto l’Assessorato regionale alla Sicurezza territoriale e prevederebbe una serie di interventi prioritari in vari comuni delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara;
si tratterebbe del terzo intervento di questo tipo, dopo quelli effettuati nel 2002 e nel 2007, e dopo la realizzazione del c.d. sabbiodotto permanente sotterraneo di Riccione inaugurato a novembre 2013;
lo stesso sabbiodotto, che non sarebbe stato comunque sufficiente a fronteggiare una situazione straordinaria come quella attuale, è stato gravemente danneggiato dagli ultimi eventi atmosferici.

Interpella la Giunta e l’Assessore competente per sapere

quali strategie, a breve e medio termine, intenda seguire nell’approccio al problema e quali interventi intenda adottare, in tempi brevissimi, volti alla riparazione dei danni causati dall’ultima mareggiata;
quali strumenti ritenga i più idonei per consentire il ripristino delle spiagge maggiormente colpite, in tempo utile per l’avvio della stagione balneare 2015, in particolare:
ad ottenere interventi immediati al fine di ripristinare un’adeguata profondità della spiaggia, reperendo rapidamente il necessario quantitativo di sabbia;
ad ottenere la pianificazione dell’intervento straordinario di ripascimento (previsto nel 2012), entro il più breve tempo possibile;
a prevedere la realizzazione di uno studio approfondito e risolutivo di sistemi di contenimento dell’erosione e alla successiva loro realizzazione;
ad impedire momentaneamente, con una moratoria ad hoc, la realizzazione di nuovi manufatti marini che potrebbero pregiudicare l’integrità dell’arenile nell’attesa di una soluzione risolutiva;
se per quanto riguarda la subsidenza la Regione abbia valutato di chiedere al Governo nazionale di non rinnovare le concessioni di estrazione o, in alternativa, di chiedere ai concessionari di farsi carico delle spese del progetto di messa in sicurezza della costa, almeno per i tratti che riguardano la province di Ferrara e Ravenna.

Il Consigliere
(Andrea Bertani)

andrea bertani

Cesenatico si allaghera ancora ?

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LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DEL CONSORZIO DI BONIFICA: “LAVORI MAI FATTI, CESENATICO SI ALLAGHERA’ ANCORA”.

In queste giornate concitate, in cui si cerca di salvare il salvabile e ripristinare le attività, ripulire le case e gli edifici pubblici alluvionati, una notizia ha attirato la mia attenzione.

Tra le tante dichiarazione ufficiali, abbiamo potuto leggere il Presidente della Regione Bonaccini che ha promesso milioni per sanare i danni causati dal maltempo (prima 2,5 poi si è sbottonato arrivando a 5 per tutta la regione !); una sfilza di banche in prima linea per agevolare prestiti a tassi calmierati; vari Sindaci che fanno a gara per accaparrarsi il premio per chi ha spalato più fango; ed infine un’ultima dichiarazione (nascosta tra le righe di un articolo del resto del carlino del 10 Febbraio, in cui si parla della devastazione nel Comune di Gambettola) rilasciata dal Direttore del Consorzio di bonifica ella Romagna.

Il Direttore Vincenzo Bosi, a seguito della domanda del giornalista, in cui chiede se esistano punti nevralgici sul territorio, dichiara testualmente: “Cesenatico. La situazione grida vendetta. I lavori che dovevano essere fatti dopo l’alluvione del 2011 non sono mai cominciati. Servono 4 milioni per le arginature i canali Vena e Venone, per il collegamento tra vena Madonnina e idrovora Venarella e per una cassa di laminazione. Se non si interviene Cesenatico sarà sommersa anche la prossima volta. I soldi ci sarebbero ma la burocrazia blocca tutto da un paio di anni

Ricapitolando: a mare abbiamo le mareggiate che mettono in ginocchio le attività e abitazione sulla costa; il centro è periodicamente in allerta a causa di eventuali eventi atmosferici imprevisti (come quello accaduto nel settembre 2014) che ne potrebbe causare nell’allagamento; l’entroterra (come per esempio il Quartiere di Sala) hanno scoperto (a proprio discapito) di essere un’ottima “cassa di espansione” naturale nel caso di piene. E tutto questo farcito da milioni di euro della collettività spesi per: porte vinciane che si chiudono solo a mare calmo e sperando che non vi siano cumuli di sabbia davanti; un by pass a Zadina che supporta solamente un carico ridotto di metri cubi di acqua; argini che non tengono la pressione e piena dell’acqua. Insomma, la situazione non è (come qualcuno vuole farci credere) delle più tranquille.

Da tempo abbiamo evidenziato che il nostro territorio è dissestato ed è stato martoriato da politiche speculative e dannose. Abbiamo suggerito di cambiare rotta e nell’immediato di potenziare lo scarico di Zadina con adeguata stazione di pompaggio, poichè è il principale punto critico in concomitanza della chiusura del porto canale. I progetti del consorzio sono validi e sono supportati da tecnici competenti che vanno sostenuti con impegno. La politica urbanistica ed edilizia deve cambiare. E’ chiaro a tutti che gli errori si pagano. 

Ormai è un dato di fatto che moriremo DemoCristiani, ma anche alluvionati, forse, è una punizione fin troppo dura, anche per dei lottatori come siamo noi Romagnoli !

Maltempo: geologo, quella di oggi non è eccezionalità

Convocazione IV commissione – controllo e garanzia

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maraffa - allagato centro storico

OGGETTO: convocazione in sede di controllo e garanzia – relazione stato di fatto del sistema di salvaguardia e protezione idrogeologica del Comune di Cesenatico.
Approfondimento cause allagamento centro storico e proposte per sopperire alle mancanze riscontrate.
La commissione è convocata per il giorno MARTEDI 14 Ottobre 2014 alle ore 20,30 presso la sala del Consiglio comunale in via M.Moretti n.5.
Visti gli ultimi avvenimenti accaduti nella notte tra il 22 e 23 Settembre nel centro storico di Cesenatico, il quale è stato inondato e colpito da una perturbazione imprevista che ha messo in luce alcune criticità dovute al sistema di protezione idrogeologica della nostra città; Convenuto della necessità di un incontro istituzionale tra gli enti preposti alla salvaguardia del territorio, al fine di valutare la situazione nei sui aspetti più tecnici e proporre soluzioni che garantiscano in futuro una maggiore sicurezza; Considerati gli ingenti danni alle attività commerciali della nostra città a seguito dei fatti precedentemente descritti;

Valutate le innumerevoli richieste da parte di gestori e proprietari di attività commerciali danneggiate dall’evento atmosferico, i quali hanno richiesto un momento in cui approfondire i meccanismi del sistema di protezione idrogeologica, al fine di tutelarsi nel caso in cui succedano nuovamente eventi imprevisti, che tuttavia si dimostrano sempre più frequenti. A tale convocazione si allega la lettera di sollecitazione protocollata dalla Capitaneria di Porto di Cesenatico nella persona del Comandante T.V. (CP) Stefano Luciani, in data 23 Settembre 2014.

 

Allagamenti a Cesenatico

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allagamenti

Come nella miglior tradizione cesenaticense, appena si manifesta una pioggia più intensa del normale, diverse zone e interi quartieri si allagano. L’indifferenza con il quale viene affrontato questo disservizio è imbarazzante. E’ giunto il momento affrontare seriamente il problema.

Di chi sono le responsabilità? Innanzitutto di HERA, l’ente pubblico-privato che viene pagato dalle nostre bollette e dovrebbe garantire la pulizia delle nostre strade. Inoltre le responsabilità devono essere imputate altresì alle amministrazioni passate targate PD e quella attuale PDL. Per diversi anni la pulizia della rete fognaria e delle caditoie è stata affidata a Gesturist, gravando sulle casse comunali per 50 mila euro annui. I risultati sono stati inconsistenti, al limite della vergogna per la nostra città. Oggi il servizio è nelle mani della Cesenatico servizi, ma i risultati sono sostanzialmente gli stessi. Inoltre per il 2013 il Comune ha stanziato ulteriori 45.664,00 euro con delibera di Giunta n.261 “tenuto conto della necessità di predisporre un servizio di pulizia delle caditoie stradali per favorire lo smaltimento delle acque piovane in previsione dell’imminente stagione autunnale – invernale”. Tuttavia, i risultati non si vedono.

Non possiamo più permetterci di indugiare su questo tema. Il rischio che famiglie e quartieri possano subire gravi danni causati dal disservizio di manutenzione e pulizia delle caditoie sarebbe troppo grande. Case, scuole, uffici, imprese e attività produttive non possono convivere con questa insicurezza dettata dall’incuria e dal disservizio. Inoltre, l’impermeabilità del suolo, causato dell’eccessiva cementificazione a fini speculativi e carico urbano di alcune zone e quartieri di Cesenatico, ha intensificato questa situazione critica del sistema di deflusso delle acque piovane. Purtroppo il rischio di alluvioni nel nostro comune persiste e si percepisce durante ogni pioggia intensa e duratura.

Mozione M5S sulla sicurezza idrica del territorio dalle alluvioni

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Guarda il risultato della votazione di questa mozione