Tematica: 'Inquinamento'
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Effetti delle trivellazioni in adriatico.morena1

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Venerdì pomeriggio, presso la casa del pescatore di Cesenatico, Augusto De Sanctis ha tenuto un’illuminante conferenza sugli effetti delle trivellazioni in Adriatico e della riapertura del pozzo Morena I, per estrazioni di metano a 4 km dalla  nostra spiaggia. A seguito di tale incontro, il MoVimento5stelle di Cesenatico manifesta le proprie numerose perplessità, maturando nuove riflessioni riguardanti la questione delle trivellazioni ai fini di estrazione di gas e idrocarburi nel nostro mare.

In un’epoca in cui tutti i paesi puntano alle energie rinnovabili, abbandonando quelle derivanti da combustibili fossili, è paradossale vedere che nel nostro paese, e soprattutto nella nostra regione dove si è lasciato il via libera al decreto sblocca Italia e alle trivellazioni con la diretta responsabilità del presidente Bonaccini, si persegue l’interesse di un sistema arcaico che sta minando la salute e la sicurezza dei cittadini, i quali hanno un solo strumento per potersi tutelare: il REFERENDUM del prossimo 17 aprile. Strumento in parte sabotato a danno della gente (per evitare il raggiungimento del quorum) nelle tempistiche, nei modi e nella forma, da un governo che non riesce più a negare la complicità e la totale sottomissione alle lobby del potere.
Ricordando che il pozzo Morena 1 si trova a soli 4 km dalla costa, dalle constatazioni fatte è emerso che le precauzioni prese “da terra”, per i lavori di riattivazione del pozzo, sono inesistenti. Non è stata effettuata o richiesta nessuna valutazione di impatto ambientale attraverso uno studio specifico, inerente al fenomeno della subsidenza. Considerando che a seguito dell’estrazione, in 10 o 20 anni il suolo potrebbe accelerare il suo inabissamento di 15/20 cm (vedi Comacchio), per una città come Cesenatico sarebbe molto grave.
Inoltre non si è minimamente preso in considerazione tutto quello che riguarda la correlazione ampiamente dimostrata tra l’estrazione di gas dal sottosuolo e l’attività di sismica. Effettivamente pochi sono a conoscenza di studi scientifici dai quali è emerso che, a seguito dell’attività estrattiva proprio per conseguenze di assestamento, è stato riscontrato l’inizio e l’intensificarsi di attività sismica nelle zone di estrazione.
Oltre a questo, è necessario mettere in evidenza i numerosi rischi di carattere ambientale legati all’estrazione di gas, che potrebbero derivare da malfunzionamento, da guasti, da errori umani, esplosioni (blow out), fuoriuscita di materiale tossico in mare, fuoriuscita di gas tossici e rischi di radioattività legati anche ad elementi presenti naturalmente nel sottosuolo.
Visti e considerati i rischi, data l’impossibilità di prevedere gli assestamenti e gli accadimenti in una prospettiva futura, va da se che chiunque capirebbe che il gioco non vale la candela, soprattutto per i cittadini di Cesenatico e di tutta la riviera che con il mare, il turismo e la pesca ci vivono. Ad oggi una azione logica sarebbe quella di appellarsi al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE.

Riccardo Romani

Riccardo Romani – Candidato assessore M5S Cesenatico

Visita al depuratore di Cesenatico – tante promesse, ora aspettiamo i fatti

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visita al depuratore

La visita al depuratore ha evidenziato tante promesse di HERA, tutte da verificare, soprattutto in periodi di massima portata. Presso la sala consigliare del Comune di Cesenatico si è tenuta il 6 Novembre la Commissione sull’adeguamento dell’impianto depurativo di Cesenatico. Hanno presenziato il Sindaco di Cesenatico, i gruppi consiliari e i loro esperti, nove amministratori ai massimi livelli del Gruppo Hera, il responsabile dei lavori di ampliamento del depuratore e della gestione del sistema integrato di raccolta e trattamento dei liquami urbani della città. Successivamente la Commissione si è trasferita sul loco per visionare il nuovo impianto. Alla commissione ha partecipato anche una rappresentanza della popolazione che ha lamentato la presenza di odori sgradevoli, in particolare durante il periodo estivo. I cittadini presenti hanno dimostrato un forte malumore quando il Sindaco Buda, nel suo intervento, ha dichiarato che “il progetto non è stato realizzato per togliere gli odori come scopo principale”. Il clima si è immediatamente scaldato, tanto che per sedare gli animi si è dovuti passare alla minaccia di sciogliere la commissione nel caso i cittadini presenti non si fossero tranquillizzati. Funzionari di Hera S.p.a. hanno argomentato sia sulla validità del progetto, con particolare riferimento alle portate trattate, sostenendo che in nessun caso in periodo estivo (visto che la stagione estiva ha riscontrato scarsa piovosità) vi erano stati sversamenti dei liquami senza trattamento. Tuttavia, sono state fatte osservazioni sul limite di trattamento complessivo dei liquami solamente fino a 2Qm (due volte la portata media in tempo secco). I tecnici Hera hanno più volte rimarcato che, anche con gli attuali adeguamenti, non si potrà trattare la totalità dei liquami oltre le 120 mila persone. Al termine della Commissione è stato comunicato che la fase transitoria, in deroga da controlli da parte degli organi preposti, terminerà ad aprile 2016 con il collaudo dell’impianto. Il MoVimento 5 Stelle vigilerà affinchè le promesse e garanzie, così ampiamente descritte, vengano mantenute e non si verifichino situazioni di malessere per effetti di “puzze diffuse” o di rischi sull’igiene pubblica e sulla salute del nostro mare. E’ stato richiesto di effettuare un’ulteriore visita, oltre a quella compiuta, anche nel periodo di massimo carico ed in particolare nei mesi estivi.

Lino Rossi – Ingegnere idraulico e progettista
Tecnico di Commissione M5S Cesenatico

Senti che puzza 2… Negata visita al depuratore!!

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depuratore_cesenatico

Il Sindaco Buda nega al Consigliere Papperini l’ispezione dell’impianto depurativo di Cesenatico. Con nota scritta e riportata dalla segreteria, è stata negata la possibilità di visitare il nuovo progetto di adeguamento del depuratore al Consigliere del MoVimento 5 Stelle e al  tecnico nominato, l’Ingegnere e progettista idraulico Lino Rossi. Queste le parole di Buda: “Solamente alla chiusura del cantiere, e quindi al termine dei lavori, verrà organizzata dall’Amministrazione una “visita guidata” con tutti i gruppi consiliari”. Un atteggiamento omertoso che non lascia presagire nulla di buono. La questione legata agli odori fetidi del depuratore, che ormai si protrae da anni, sta allarmando l’opinione pubblica, in particolare per le conseguenze di carattere ambientale, di salute pubblica e ripercussioni nei confronti dell’economia turistica. Le ipotesi più accreditare sono che l’impianto depurativo sia sottodimensionato e non riesca a trattare la maggior parte dei fanghi, che nei mesi più densamente popolati giungono al suo interno, causando una scolmatura diretta nei canali limitrofi e quindi in mare. I lavori di adeguamento che oggi Hera sta ultimando con oltre 7 milioni di euro, pagati dalle nostre bollette, sembrerebbero non essere sufficienti per sopperire alle carenze riscontrate e palesemente evidenti. Alla promessa di avere degli “alberi profumati” che limitino gli odori, di certo non crede nessuno (parole di Buda e direzione Hera in un’intervista sulla stampa locale di qualche settimana fa). Per tale motivo avevamo richiesto di poter visionare il cantiere con l’ingegnere idraulico e progettista Lino Rossi, al fine di fare chiarezza sulla gestione dei lavori di adeguamento e conseguentemente informare l’opinione pubblica. Stupisce anche la presa di posizione del Partito Democratico, intervenuto nella stampa sulla vicenda. Il capogruppo Matteo Gozzoli ha espresso tutta la sua preoccupazione per lo stato in cui versano i lavori di Hera. Dichiarazioni del tutto inopportune, considerato che il progetto di Hera (a direzione PD) è il medesimo che a suo tempo era stato presentato alla precedente Giunta di centro-sinistra (sempre targata PD) che lo aveva descritto con enfasi e fierezza. Già nel 2013 il Movimento 5 Stelle aveva organizzato una pubblica assemblea proprio per affrontare questo scottante argomento, rimarcando le criticità del progetto e proponendo le opportune modifiche correttive atte a risolvere quei problemi che ora ritornano attuali: cattivi odori e scarichi a mare diretti. Relatore della serata era stato l’Ing. idraulico Lino Rossi, progettista di impianti in diverse parti del mondo per oltre trent’anni. Di questi suggerimenti e consigli autorevoli non se ne è certo tenuto conto ed ora ci si ritrova con un impianto quasi terminato che probabilmente non risolverà affatto i problemi.

Danilo Ceccaroni, responsabile ambiente M5S Cesenatico

danilo ceccaroni2

Senti che puzza…..

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puzza

Nelle ultime settimane i miasmi fetidi che fuoriescono dal depuratore di Cesenatico sono diventati davvero insopportabili. Il Consigliere del MoVimento 5 Stelle Alberto Papperini, in qualità di Presidente della Commissione “controllo e garanzia”, ha chiesto formalmente di visitare il depuratore di Cesenatico, accompagnato dall’Ingegnere idraulico e progettista di impianti depurativi, Lino Rossi. L’obiettivo è chiarire una volta per tutte, a tutela della salute pubblica, del nostro mare e di conseguenza del turismo balneare, la reale condizione del depuratore di Cesenatico. Da diversi anni i Cittadini di Cesenatico subiscono il pesante disagio causato da cattivi odori derivanti dalla zona del depuratore e dai canali limitrofi. Per essere certi che il processo di depurazione funzioni correttamente, occorre si facciano controlli affidabili sia dei fanghi che delle acque riversate nel canale in maniera periodica. Attualmente la gestione del depuratore è ancora affidata a Hera, la quale ha incassato circa 8 milioni di euro (derivati dalle bollette bollette che noi tutti paghiamo) per lavori di adeguamentoe di ammodernamento dell’impianto. Tuttavia, di tale progetto, i Cittadini non sono stati informati, non conoscono le modalità per il miglioramento dell’impianto e non sono a conoscenza dei tempi per l’attuazione. Altro gravissimo problema è il versamento diretto delle acque fognarie non trattate, durante piogge intense e per l’aumento dell’utenza in periodo estivo. L’attuale Sindaco, nel lontano 1 giugno 2011 dichiarava che: “Il Comune di Cesenatico è dotato di impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue e dispone di una rete fognaria di tipo misto, e che tale rete in occasione di precipitazioni intense e di notevole durata, non può convogliare al depuratore tale massa d’acqua, pertanto, la parte eccedente viene smaltita tramite lo sfioratore di piena nella attigua fogna bianca che poi scarica nel canale Vena“. Insomma, già nel 2011 risultava normale che durante forti piogge il refluo fognario finisce direttamente a mare senza essere trattato. Lo stesso meccanismo di smaltimento tramite lo sfioratore viene posto in essere anche nei mesi in cui il Comune è più densamente popolato. Il cattivo funzionamento del depuratore può causare ingenti danni alla salute dei cittadini, all’ambiente e mettere in crisi la nostra economia turistica. Anche per questo motivo pretendiamo che l’Amministrazione comunale controlli direttamente l’attività di HERA. Vogliamo conoscere tutti i dati sulle acque e li vogliamo pubblicati in maniera chiara e comprensibile. Tra i doveri di un Sindaco vi è l’attenzione alla salute, all’ambiente, all’economia turistica e, per fugare ogni dubbio, deve informare i cittadini sulla situazione in cui versa attualmente il depuratore e il suo promesso adeguamento. Ecco perché ho chiesto di visitare l’area del depuratore, accompagnato da Lino Rossi, Ing. Idraulico e progettista di impianti depurativi: per riferire alla cittadinanza l‘andamento dei lavori e le soluzioni più efficaci contro il fetore di Cesenatico.

presentazione adeguamento depuratore

Uscire da HERA è possibile

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Pronto il progetto per costituire una società in House, partecipata dai Comuni del bacino Forlivese e Cesenate, per la gestione dei rifiuti. Il Consiglio locale di Atersir, partecipato dalla Provincia e dai trenta Comuni del forlivese e del cesenate, il 29 Dicembre 2014 hanno approvato con un’ampia maggioranza l’avvio del procedimento per costituire la società in house per la gestione della raccolta dei rifiuti, attualmente nelle mani di Hera. Su trenta Comuni, solo quattro hanno votato contro l’operazione: Cesena, Gambettola, Savignano sul Rubicone e San Mauro. Nel forlivese su quindici Comuni presenti nessun no, solo Santa Sofia e Civitella di Romagna si sono astenuti.

Il Consiglio d’ambito di Atersir, con delibera N.72 del 30 dicembre 2014, ha approvato l’avvio del procedimento istruttorio finalizzato alla verifica delle condizioni per l’affidamento del servizio rifiuti del bacino provinciale con modalità in-house. Oggi si cerca di fare un ulteriore passo verso la concretizzazione di questo progetto, che prevede la realizzazione di un modello di gestione dove il rifiuto diventa un bene comune e viene gestito in maniera pubblica per garantire controllo e trasparenza, la separazione tra i gestori della raccolta e quelli dello smaltimento e l’introdurre della tariffa puntuale, con la quale l’utente spenderà solo ciò che produrrà come indifferenziato.

Durante il prossimo Consiglio dell’Unione Rubicone e mare, i Consiglieri Alberto Papperini, Christian Campedelli, Ivan Brunetti (tre Consiglieri del MoVimento 5 Stelle nei rispettivi Comuni di Cesenatico, Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli ), Giacomo Pasini (lista civica per Longiano) e Deluca Luigi (lista civica per Borghi), presenteranno una mozione con la quale si chiede di impegnare la Giunta dell’ Unione dei comuni Rubicone e Mare:

  • a promuovere, nelle sedi opportune, l’adesione dei propri Comuni al sistema denominato In House;

  • a promuovere, nelle sedi opportune, una gestione dei rifiuti con sistema Porta a Porta spinto (cioè con tutti i materiali raccolti alla porta dell’utente) e con tariffa puntuale.

  • a richiedere alla Giunta Regionale di togliere paletti ostativi di confini o altro che possano impedire a singoli comuni del bacino cesenate di proseguire verso la scelta della “in-house”.

Tale percorso dimostra la coesione e la determinazione del territorio atte a sviluppare soluzioni innovative per la gestione dei servizi in un’ottica di qualità, trasparenza e universalità che vanno prese in considerazione nell’interesse di tutti i cittadini del bacino.

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Interpellanza M5S sul percolato della discarica

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Interpellanza 13 marzo 2014 - prima parte

Interpellanza 13 marzo 2014 - seconda parte

Una bomba ecologica in casa

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discarica

Le aree attorno l’ex discarica in zona Valloni a Cesenatico hanno riscontrato parametri di contaminazione talmente alti che il Comune di Cesenatico e quello di Cervia dal 2012 hanno dovuto firmare un’ordinanza per “imporre il divieto di captazione e utilizzo domestico ed irriguo delle acque di falda”. Tuttavia il caso non può essere archiviato con una semplice ordinanza. Infatti la questione ambientale e di salute pubblica è molto più grave di quanto posa sembrare, se consideriamo anche il versamento dei percolati derivanti dall’ex discarica, direttamente nella rete fognaria e di conseguenza in mare. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come sono andate le cose.

Con delibera di Giunta provinciale viene approvato il progetto di “sistemazione e recupero ambientale sita in zona Valloni” presentato dal comune di Cesenatico. I rilevamenti effettuati da ARPAT hanno rilevato contaminazione per il sottosuolo a seguito dei lavori di “sistemazione e recupero ambientale” eseguiti dal Comune di Cesenatico. ARPAT ha rilevato nel 2006 contaminazioni dei siti sotterranei dei parametri Fe, Mn, SO4 oltre a Al e Arsenico obbligando il Comune di Cesenatico, in qualità di proprietario e gestore del post esercizio della discarica, ad effettuare ulteriori analisi al fine di confermare o non confermare lo stato di sito contaminato. Ulteriori analisi sono state commissionate dal Comune di Cesenatico allo studio CGS CONSOLIDAMENTI srl. Tale studio pone l’attenzione sulle condizioni della discarica, in particolare sui parametri derivanti dalle analisi compiute presso i piezometri interni ed esterni dell’area che cinge il sito in oggetto.

Le conclusioni di cui allo studio per “Analisi di rischio sito specifico” ai sensi del D.Lgs 156/2006 eseguito dalla CGS Consolidamenti S.r.l riportano nello specifico:
• “I livelli di rischio calcolati sono superiori a quelli accettabili”;
• “Sulla base delle assunzioni contenute nelle analisi di rischio effettuate secondo le disposizioni impartite dall’ultima conferenza dei servizi il sito risulta contaminato ai sensi dell’ art. 240 comma 1 D.Lgs 152/2006”;

Successivamente è stata convocata una conferenza dei servizi in data 21 febbraio 2012 con la quale è stata affrontata la “situazione di potenziale contaminazione accertata a carico della matrice ambientale acque sotterranee in corrispondenza del sito di discarica”. In maniera del tutto sconcertante, la conferenza dei servizi ha rigettato le stesse analisi commissionate dal Comune: “non giudicando approvabile l’elaborato prodotto dalla CGS Consolidamenti srl”. Di conseguenza è stato configurato il sito come “sito non contaminato […] per tale motivo, non si rendesse necessaria la progettazione e l’implementazione di interventi di bonifica”.

Il contenuto discusso nella conferenza dei servizi ci è pervenuto grazie all’interpellanza presentata nel novembre 2013 dal gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle, nella quale avevamo richiesto informazioni sulle modalità di smaltimento dei percolati (rifiuti considerati di carattere speciali e quindi da trattare con modalità specifica) prodotti dall’ex discarica Valloni. Dalla presentazione del bilancio comunale siamo inoltre venuti a conoscenza di uno stanziamento in preventivo di 200 mila euro annui ad HERA per lo smaltimento e il trattamenti di questi percolati. La risposta dell’Amministrazione Buda all’interpellanza presentata dal M5S, ci ha lasciato del tutto sconcertati, nella quale si legge: “l’immissione delle acque reflue industriali provenienti dall’ex discarica Valloni, posto mortem, percolato, nella fognatura nera di via Mesolino, risulta regolarmente autorizzata con aut. 108/2012 […] parere per rinnovo autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in fognature”.

Le falde, i campi, i canali limitrofi e il mare potrebbero essere fortemente inquinati da Arsenico, boro, ferro, manganese, solfati e la cosa si potrebbe essere perpetuata per anni, con ricadute sulle falde, sugli ortaggi e il pesce che mangiamo, sulla nostra salute e su quella del nostro mare. Dobbiamo renderci conto che la nostra salute, quella dell’ambiente in cui viviamo e quella del mare, il vero motore della nostra economia, sono i principi base per il futuro della collettività e produttività. Un’Amministrazione virtuosa non può limitarsi ad assegnare varianti urbanistiche, venderci propaganda con strette di mano e faccioni sorridenti. I cittadini chiedono onestà, sincerità, partecipazione, opportunità, progetti virtuosi, salute e benessere. Se come Amministratori non perseguiamo e anzi minimizziamo questi valori, allora non siamo meritevoli di rappresentare quel servizio civico di così grande onore.