Intervento integrale del Consigliere M5S relativo alla variante del 6% del PRG

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consiglio 6percento

Di seguito l’intervento integrale del Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle Cesenatico relativo alla questione della variente del 6% del PRG.

Sig. Sindaco, colleghi. La delibera che la Giunta propone al Consiglio ha quale tema l’approvazione della variante cosi detta minore al piano regolatore come da art. 15 della L. 47/78. Una variante che volgarmente è chiamata “sei per cento”, che ha impegnato come tema unico e assoluto tutta la politica urbanistica dell’Amministrazione, perché Sindaco è certo a tutti che lei come Sindaco e come Assessore all’urbanistica, ha profuso i suoi sforzi solo e unicamente su questi sei accordi di programma, per una città di 27.000 abitanti, una città fatta di 300 e passa alberghi, una città con una costa piena di strutture ricettive, attività produttive e stabilimenti balneari, una città con esigenze di Quartiere e di servizi primari per la collettività, lei ha avuto quale tema unico solo questi sei accordi. Mi conceda la battuta, Pirandello ha scritto: “uno, nessuno centomila”. Lei come Assessore all’urbanistica ha scritto: “solo sei e poi nessuno”.

Ad onor del vero per gli altri, i cittadini di Cesenatico, qualche cosa in edilizia e urbanistica è stato fatto. Grazie ad una direttiva dirigenziale e ad un parere del consulente legale del comune, oggi le norme sui fabbricati che si fronteggiano sono talmente restrittive che non è possibile, in un albergo, in un’abitazione, edificare neppure il balcone, neppure un balcone a fianco all’altro. Nulla. Mi si dice che l’avv. del Comune abbia eccepito in merito, strano. I cittadini di Cesenatico si chiedono come sia possibile che gli altri comuni che hanno la stessa norma la interpretino diversamente, come se fossero tutti in difetto di legge. Difficile pensarlo e crederlo. Nel frattempo a parte i sei imprenditori di cui alla presente variante, gli altri, quelli che da sempre fanno impresa nella città, sono condannati da norme assurde a non poter neppure adeguare o riqualificare, nulla, neppure un minimo per l’adeguamento abitativo e dei servizi. Quanto osservato si somma ad un’altra norma varata dal suo assessorato Sig. Sindaco, una norma che ai cittadini che vivono in zona agricola non consente di autorizzare neppure il gabinetto, anzi di più, se il padre ha una casa grande non può frazionare l’appartamento per il figlio. Il tutto, dicono lei e la sua maggioranza, per la salvaguardia del territorio e poi vediamo in questa variante che lei permette la costruzione di un grattacielo in riva al mare. Lei ha uno strano ed ambiguo concetto di salvaguardia del territorio Sig. Sindaco. Capisco che siamo tutti uomini deboli, per cui è pensabile che per vanità lei voglia lasciare il segno nella storia della sua amministrazione.

Il MoVimento 5 Stelle non può approvare una variante come questa, che con la inconsistente motivazione amministrativa di incentivare lo sviluppo turistico approva sei piani di edilizia convenzionata che non qualificano assolutamente e creano sperequazione, mancanza di un equo criterio distributivo, soprattutto in campo sociale ed economico. La città turistica si qualifica quando l’insieme del tessuto urbano si qualifica, quando si permette ai trecento e oltre alberghi di qualificarsi, quando la viabilità il verde e i parcheggi sono riqualificati, quando la promozione e l’ospitalità è qualificata, quando si pianifica in stretta correlazione alle esigenze sociali della collettività, quando l’ambiente e gli equilibri ad esso connesso vengono rispettati. Lei questo lo sa ma interessa poco perché si è concentrato solo su pochi casi che non fanno qualità, anzi la storia dirà che dequalificano. Ecco perché noi siamo contro e abbiamo la presunzione di dirle che la città è contro queste opere che lei propone.

Nel merito Sig. Sindaco e colleghi, vorrei sollevare dubbi e riserve perché, vedete, le posizioni politiche sono chiare, ci sono colleghi che votano a favore e colleghi che votano contro ed è nella logica dell’aula, resta però il fatto che dobbiamo essere certi della bontà/legittimità in diritto, anche noi che siamo contrari, di quanto la giunta propone, perché abbiamo l’obbligo come consiglieri che svolgono una pubblica funzione di chiedercelo. In merito alla variante, la Provincia nella delibera della giunta del 16 /07/2013 ha evidenziato una serie di vincoli/osservazioni a cui il Comune controbatte con un parere legale. Non voglio fare l’avvocato, ma Sindaco e colleghi il parer legale è un parere di parte, a tal punto che l’estensore, l’avv. Giacomo Graziosi, alla fine nelle conclusioni (pag.22) scrive testualmente: “A sintesi di quanto esposto esprimo l’opinione […]”. Capite bene colleghi, opinione, ripeto l’opinione. Ebbene noi andiamo ad approvare interventi e in primis la costruzione di un grattacielo sul mare, all’interno della città delle colonie come previsto dal PTCP e dal Piano Paesaggistico, con un parere che è un “opinione”. D’altronde, all’inizio del suo parere l’avv. (pag. 2 secondo comma) giustamente scrive che la variante “[…] una volta approvata, potrà poi essere legittima od illegittima in relazione alla conformità del suo contenuto con le norme o prescrizioni di rango sovraordinato al PRG[…]”. Insomma, su questa variante la maggioranza si comporta come l’Alfieri che disse: “volli fortissimamente volli”, mettendo davanti l’interesse delle opere pubbliche che arrivano al comune, ma, colleghi, il fine non giustifica i mezzi, il fine non può eludere le Leggi della Repubblica per cui non è possibile superare gli strumenti sovra ordinati con delle “opinioni” diverse da tali strumenti.

Dico questo per sensibilizzare tutti i colleghi che sono in quest’aula, maggioranza e minoranza, dobbiamo essere certi di non violare nessuna norma vigente perché sarebbe imperdonabile se questo accadesse visto che si approvano progetti di privati cittadini. Se le delibere comunali, provinciali o le Leggi Regionali si potessero superare con un parere legale di un avvocato di parte, sarebbe lo stravolgimento dello Stato di diritto.

Io mi rivolgo alla Segreteria comunale, unica titolata a dare certezze del rispetto del diritto in quest’aula, perché, se permettete, l’avvocato di fiducia del Sindaco e del dirigente dell’urbanistica non può darmi e darvi serenità, a cui chiedo se non ritiene di valutare al di la di ogni ragionevole dubbio che non vi siano lacune nel procedimento amministrativo tali da ingenerare un atto illegittimo da parte dei consiglieri comunali nel superare in modo unilaterale una parere negativo previsto dalla delibera della Provincia. Lungi da me ogni intenzione di far cambiare opinione a chi mi ascolta, ma è certo che le osservazioni della Provincia alla Variante per il loro contenuto avrebbero meritato una maggiore considerazione e valutazione da parte di tutti i presenti.
Sindaco, richiamo al dibattito sorto nella città di Cervia per una costruzione simile, arrivata prima in Regione successivamente persino in Parlamento, ecco perché invito tutti i Consiglieri che sono chiamati a votare, nuovamente a pensare e riflettere sui termini e sulle modalità con cui la Variante viene sottoposta al nostro Consiglio Comunale.

Grazie di avermi ascoltato. Mi riservo l’intervento in dichiarazione di voto.

Alberto Papperini, Consigliere Comunale M5S Cesenatico.

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