Le regole sono uguali per tutti?

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La Soc. CET di Ricci Giancarlo, proprietaria dell’Hotel Valverde sito sul lungomare di Viale Carducci, nel 1988 ha avuto dal Comune di Cesenatico la concessione per 25 anni di un’area di verde pubblico adiacente all’albergo di mq. 1615 per un costo di lire 17 milioni. Nell’atto sottoscritto in data 23 febbraio 1988 dal sindaco Giovanni Bissoni si legge che: “l’area dovrà essere utilizzata per realizzare impianti sportivi ad uso pubblico […] il centro sportivo diventerà l’elemento catalizzante delle varie società sportive di Cesenatico che potranno trovare in esso la loro sede sociale con locali per riunioni ed ambienti per allenamento”. La scadenza naturale della concessione sarà il 23 febbraio 2013. Sarebbe opportuno che l’Amministrazione prima di procedere alla vendita del terreno, verificasse se la soc. CET abbia rispettato i termini della convenzione per quanto riguarda l’utilizzo pubblico dell’area, per fugare ogni dubbio su utilizzi distorti o clientelari.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo i fatti della questione. Il Sindaco Buda in data 8 agosto 2012 alle ore 11,05 (verbale n.5 commissione di valutazione variante PRG) riceve i rappresentanti della Soc. CET per definire i criteri e le modalità di gestione della variante. In data 21 dicembre 2012 viene adottata la variante al PRG che riguarda anche il verde pubblico di proprietà comunale concesso alla soc. CET. Nella convenzione si legge che il Comune di Cesenatico si impegna a cedere alla Soc. CET – CENTRO TURISTICO EUROPEO Sas l’area di mq. 1.615 sita in Via Mengoni–Caravaggio al prezzo di 160 € al metro quadrato per l’acquisto di mq. 807,50, per un totale di € 129.200. L’altra metà di mq. 807,50 non viene pagata in denaro, ma con una permuta di un terreno di mq. 913 sito a Villamarina monte.

Va evidenziato che l’area adibita a verde pubblico diventerà alberghiera con possibilità di realizzare 1800 mq. di superficie utile e che pertanto il suo valore economico va stimato considerando le potenzialità edilizie e la posizione turistica. Inoltre per poter realizzare l’intera cubatura, la concessione edilizia prevede numerose deroghe (distanze, numero piani fuori terra, monetizzazione standard pubblico).

A questo punto ci poniamo una serie di domande. La concessione di 25 anni per realizzare impianti sportivi pubblici è stata rispettata? La vendita di un terreno comunale perché non viene fatta nel rispetto delle leggi? In che modo è stato stimato un valore di €. 160 al mq. quando anche i più sprovveduti sanno che un terreno sul lungomare con una elevata capacità edificatoria come in questo caso vale oltre 1000 € al mq? Perché la legge non è uguale per tutti e solo alcuni favoriscono di deroghe? A chi giova tutta questa partita? Cosa potrebbe dire domani la Corte dei Conti a coloro che approvano tale operazione?

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