M5S Cesenatico contro la direttiva Bolkestein

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spiaggia cesenatico

La Direttiva europea Bolkestein impone la svendita delle nostre spiagge, del nostro turismo, del nostro futuro. Siamo contro la direttiva Bolkestein. Noi non ci stiamo. Per questo motivo, il MoVimento 5 Stelle Regionale sta organizzando (data da definirsi entro le prossime elezioni Regionali che si terranno il 23 Novembre) proprio a Cesenatico una convention per discutere sul futuro del nostro turismo, alla quale parteciperanno parlamentari, parlamentari europei e candidati alla regione Emilia Romagna per il MoVimento 5 Stelle.

Il turismo è l’asse portante dell’economia di tutta la Romagna ed in particolare di Cesenatico. Per fare turismo ci vogliono idee, ospitalità, qualità e investimenti. Per incentivare investimenti di qualità i nostri imprenditori e le imprese familiari hanno bisogno di garanzie sul futuro del sistema turistico-produttivo. Ormai da anni questa sicurezza è stata messa a rischio. Nello specifico il turismo balneare è in condizioni di forte incertezza a causa dell’ormai conosciuta Bolkestein. Questa direttiva europea è stata concepita conpresupposti del tutto insensati per diversi motivi:

  • Il patrimonio italiano ha iniziato una lenta ma inesorabile svendita a favore delle grandi banche e multinazionali europee. Tutto questo è stato motivato dai nostri Presidenti del Consiglio (prima Monti, poi Letta e ora Renzi) con frasi tipo: “dobbiamo ripagare i nostri debiti all’Europa e quindi siamo costretti a fare sacrifici” (meglio tradotto: svendere il patrimonio pubblico e aumentare le tasse). Le più grandi aziende e marchi storici sono ormai stati venduti all’estero: agroalimentare, moda, automobilismo e moto, energia e servizi, acqua, gas e ora si parla pure di arte e per finire di spiagge. Infatti il ragionamento con cui è stata concepita la normativa Bolkestein è proprio questo: vogliono svendere le nostre spiagge e darle in mano ai poteri forti europei.

  • Non è stata minimamente considerata la particolarità del nostro turismo, legata ad una gestione familiare e ad un indotto che garantisce lavoro anche a numerose realtà artigianali e agroalimentari dell’entroterra. Sarebbe un disastro socio-economico se dall’oggi al domani questo patrimonio venisse sottratto.

  • Non sono stati considerati minimamente gli investimenti degli imprenditi balneari (alcuni di loro hanno comprato stabilimenti balneari da pochi anni), ai quali non viene garantito alcun rientro.

  • Il palese atteggiamento di indifferenza che la classe politica italiana ha manifestato in questi anni sulla questione Bolkestein, dimostra come questo disinteresse non è dovuto alla situazione di impossibilità di agire “perché l’Europa ce lo impone”, ma bensì dal tacito accordo tra politica, lobby e corporazioni internazionali che vogliono prendersi il nostro turismo.

Siamo contro la direttiva Bolkesteinper questi motivi. La nostra linea è sempre stata chiara: proponiamo un turismo a Km0 legato alle realtà locali, che possano fare sinergia tra mare e terra. Vogliamo difendere il lavoro balneare e allo steso tempo evitare la speculazione sulle nostre spiagge e sul nostro turismo. Vogliamo un turismo sano, più vicino alla gente, alle famiglie, ai giovani, agli sportivi, all’ambiente e più distante dalle speculazioni immobiliari e bancarie. Le spiagge e il mare sono il nostro oro e per questo motivo dobbiamo fare di tutto per salvaguardarle e difenderle. Non possiamo permettere che 4 banchieri, politicanti e affaristi ci impongano la svendita del nostro patrimonio, del nostro lavoro, del nostro futuro. 

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