Piano regolatore… quando si dice “affogare” nei soldi!

image_pdfimage_print


Durante questa settimana ci siamo impegnati a studiare il nuovo piano regolatore ora chiamato PSC con validità quindicennale. Tra i diversi atti, abbiamo notato la delibera 66/2006, con la quale è stata affidata la progettazione dello stesso PSC all’interno del piano territoriale di coordinamento provinciale (P.T.C.P.). Istantaneamente abbiamo capito che c’era qualcosa che non tornava. Il progetto dell’ultimo piano regolatore risalente al 1998 era stato affidato all’ufficio tecnico del Comune di Cesenatico, perciò ci siamo chiesti come mai non si sia mantenuta questa linea, considerando il fatto che i tecnici comunali sono stipendiati per fare anche questi progetti ed inoltre sono perfettamente preparati sulle particolarità del nostro territorio.

Entriamo nel merito. Dall’Art.3 dell’accordo tra Provincia e Comune di Cesenatico per la formazione del PSC allegato alla delibera 66/2006, risulta che viene istituita una Commissione Tecnicaper la progettazione. Le spese complessive dell’intero progetto sono stimate in “165.000 euro a carico del Comune di Cesenatico […] una somma pari a 150.000 sarà destinata a coprire gli incentivi di progettazione […] tale cifra verrà ripartita dalla Commissione Tecnica”, come si legge dall’Art. 10. La cifra ci sembra spropositata anche considerando il fatto che, per gli incentivi alla progettazione del piano regolatore del 1998, sono stati stanziati 60.000 euro circa.

Inoltre vorremmo far notare che, soprattutto per scelte di questa portata, la partecipazione di tutti i cittadini è fondamentale se si vuole raggiungere un risultato che privilegi gli interessi della comunità. Per la stesura del nuovo piano regolatore si sarebbe dovuto richiedere il parere dei cittadini di Cesenatico, che puntualmente non è avvenuta anche se all’Art.7 dell’accordo  possiamo leggere che “la Provincia e il Comune  di Cesenatico, si impegnano a promuovere la più ampia partecipazione dei cittadini al processo di pianificazione[...]”.

La stessa Provincia, nel menzionare diversi ambiti del PSC, sottolinea come queste zone siano “di particolare interesse paesaggistico-ambientale”, “di tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei (art.28 zona B, area caratterizzata da ricchezza di falde idriche)”, ad “alta vocazione produttiva agricola” e “di concentrazione di materiali archeologici”. Rimaniamo del tutto allibiti quando, nel Piano Stralcio per il Rischio Idrogeologico (Autorità di bacino Regionale Fiumi Romagnoli), la Provincia ammette che “parte dell’ambito ricade su aree su cui all’art.6 aree di potenziale allagamento”.

Il nuovo piano regolatore riguarda l’edificabilità di zone e terreni che si sono alluvionati sia nel 1996 che nel 2 marzo 2011. Gli ambiti di cui stiamo parlando comprendono: zona limitrofa al depuratore tra via Cesenatico a via Canale Bonificazione di mq. 940.000; zona comprendente la statale Adriatica direzione Villamarina di mq. 243.000; terreni tra la discarica e la statale Adriatica direzione ponente di mq 265.000. Costruire in una porzione di territorio così delicata è una vera follia. Chiediamo che questa Amministrazione si prenda l’impegno di rimettere mano al PSC utilizzando gli strumenti urbanistici per modificare il piano regolatore tutt’ora vigente.

#comunicati stampa

Rispondi

Devi essere registrato per postare un commento.