Il Sindaco licenzia il Vicesindaco

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Il sindaco Buda ha licenziato su due piedi il Vicesindaco Repubblicano Bruna Righi, Assessore all’urbanistica. Le motivazioni non possono essere di tipo etico-religioso (un ciellino contro una mazziniana), ma pensiamo che siano più profonde e corpose.

L’Assessorato all’urbanistica è molto importante e prioritario per molti motivi e interessi (piano colonie, appartamenti in viale Carducci, nuovo piano regolatore, ecc), per cui siamo portati a credere che il Sindaco abbia utilizzato il “casus belli” della polemica religiosa per liberarsi di un Assessore e di un partito ingombrante, allo scopo di far suo il diretto controllo dell’urbanistica. A nulla sono servite le proposte assennate del Dott. Farabegoli, segretario del PRI, che proponeva di ripartire dai progetti importanti per Cesenatico enucleati in campagna elettorale. Il Sindaco Buda, senza il PRI non ha nè la maggioranza politica nè quella democratica, ha soltanto una maggioranza contabile che non lo legittima nel perseverare questa Amministrazione fallimentare. Attendiamo di vedere gli esiti delle decisioni del PRI. Difenderà il suo Vicesindaco o verrà sacrificata per garantirsi una poltrona in Giunta con la relativa fetta di potere?

Dopo un anno abbondante di amministrazione di centro-destra possiamo esprimere qualche giudizio. Rispetto alla precedente giunta di centro-sinistra dedita alla speculazione edilizia e alla gestione allegra con tante clientele e tanti debiti, non è cambiato nulla. Non è stata attuata nessuna politica di risparmio e le tasse sono addirittura aumentate. La Giunta decide su tutto senza coinvolgere il Consiglio Comunale, i Consigli di Quartiere e le Categorie economiche. Il Sindaco Buda, che si era presentato come un giovane insegnante prestato alla politica e aveva riscosso molte simpatie popolari, si sta rivelando un politico di scuola Macchiavellica, decisionista e con molto pelo sullo stomaco. Cogliamo l’occasione per ricordargli che i tempi sono cambiati, per cui, a nostro modesto avviso, suggeriamo un diverso modo di vivere la politica nel nostro Comune.

Siamo di fronte ad una scelta fondamentale per il cittadino: continuare con questo sistema partitico, clientelare e personalistico; oppure scegliere di svegliarsi da questo torpore semi-democratico, spegnere la tv, alzarsi dalla poltrona e attivarsi in prima persona per il bene della collettività. In due parole: la Democrazia Partecipativa.

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