Serata dibattito sul gioco d’azzardo

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Venerdi 15 Marzo presso il Museo della Marineria ore 21.00, i ragazzi del MoVimento 5 Stelle hanno organizzato una serata di approfondimento sul tema della malattia da gioco d’azzardo. Durante la serata interverranno: Annalisa Bertasi, giornalista, inquadrerà il gioco nella società, come esso si è inserito e in quali dinamiche politiche ed economiche influisce; Chiara Pracucci, psicologa, approfondirà gli aspetti psicologici del gioco d’azzardo, delineando i tratti potenzialmente patologici e i rischi del disturbo ad esso correlati; Associazione “Giocatori Anonimi”, alcuni testimoni racconteranno la loro storia di gioco compulsivo; infine interverrà Alberto Papperini, consigliere comunale M5S Cesenatico.

Nell’attesa costante del miracolo che consenta all’italiano medio di riscattare un’esistenza mediocre, la cifra che il popolo di giocatori d’Italia spende ogni anno ammonta a 1200 euro pro capite, non giocatori inclusi. Potremmo chiamarlo un investimento, o l’unica tassa che gli italiani pagano volentieri. Giocare d’azzardo è facile e legale. E’ facilmente accessibile e le occasioni si moltiplicano costantemente. Con un fatturato in continua ascesa, si annovera tra i mercati più proficui del nostro paese. Ma cosa significa giocare d’azzardo? E’ un innocuo passatempo, un retaggio culturale, o porta con sé i rischi di una dipendenza? Qual è il confine tra un vizio e una malattia? Con il contributo in alcuni esperti la serata si propone di affrontare tale tematica senza demonizzare un comportamento ampiamente diffuso ma riflettendo sulle varie facce del gioco. Ai cittadini vengono chiesti costanti sacrifici economi ma ciò nonostante sono disposti a spendere cifre sempre più alte alla ricerca della fortuna.

Lo Stato ha “puntato” sui cittadini, vedendo nel gioco d’azzardo la possibilità di incamerare ingenti somme di denaro, ma quali sono i costi sociali di questa abitudine apparentemente innocua? Il G.A.P. gioco d’azzardo patologico, è un disturbo del controllo degli impulsi, che si traduce nell’impossibilità di gestire l’impulso a giocare. Viene inserito anche nelle “new addiction”, ovvero nuove dipendenze, caratterizzate dal fatto di non essere subordinate all’uso di una sostanza ma delineate da un comportamento agito in modo eccessivo con conseguenze di dipendenza e disagio psicologico.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare a questa serata di informazione, approfondimento e riflessione su un tema che sta portando a derive socio-economiche, anche per le famiglie della nostra realtà locale.

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