Una bomba ecologica in casa

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discarica

Le aree attorno l’ex discarica in zona Valloni a Cesenatico hanno riscontrato parametri di contaminazione talmente alti che il Comune di Cesenatico e quello di Cervia dal 2012 hanno dovuto firmare un’ordinanza per “imporre il divieto di captazione e utilizzo domestico ed irriguo delle acque di falda”. Tuttavia il caso non può essere archiviato con una semplice ordinanza. Infatti la questione ambientale e di salute pubblica è molto più grave di quanto posa sembrare, se consideriamo anche il versamento dei percolati derivanti dall’ex discarica, direttamente nella rete fognaria e di conseguenza in mare. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come sono andate le cose.

Con delibera di Giunta provinciale viene approvato il progetto di “sistemazione e recupero ambientale sita in zona Valloni” presentato dal comune di Cesenatico. I rilevamenti effettuati da ARPAT hanno rilevato contaminazione per il sottosuolo a seguito dei lavori di “sistemazione e recupero ambientale” eseguiti dal Comune di Cesenatico. ARPAT ha rilevato nel 2006 contaminazioni dei siti sotterranei dei parametri Fe, Mn, SO4 oltre a Al e Arsenico obbligando il Comune di Cesenatico, in qualità di proprietario e gestore del post esercizio della discarica, ad effettuare ulteriori analisi al fine di confermare o non confermare lo stato di sito contaminato. Ulteriori analisi sono state commissionate dal Comune di Cesenatico allo studio CGS CONSOLIDAMENTI srl. Tale studio pone l’attenzione sulle condizioni della discarica, in particolare sui parametri derivanti dalle analisi compiute presso i piezometri interni ed esterni dell’area che cinge il sito in oggetto.

Le conclusioni di cui allo studio per “Analisi di rischio sito specifico” ai sensi del D.Lgs 156/2006 eseguito dalla CGS Consolidamenti S.r.l riportano nello specifico:
• “I livelli di rischio calcolati sono superiori a quelli accettabili”;
• “Sulla base delle assunzioni contenute nelle analisi di rischio effettuate secondo le disposizioni impartite dall’ultima conferenza dei servizi il sito risulta contaminato ai sensi dell’ art. 240 comma 1 D.Lgs 152/2006”;

Successivamente è stata convocata una conferenza dei servizi in data 21 febbraio 2012 con la quale è stata affrontata la “situazione di potenziale contaminazione accertata a carico della matrice ambientale acque sotterranee in corrispondenza del sito di discarica”. In maniera del tutto sconcertante, la conferenza dei servizi ha rigettato le stesse analisi commissionate dal Comune: “non giudicando approvabile l’elaborato prodotto dalla CGS Consolidamenti srl”. Di conseguenza è stato configurato il sito come “sito non contaminato […] per tale motivo, non si rendesse necessaria la progettazione e l’implementazione di interventi di bonifica”.

Il contenuto discusso nella conferenza dei servizi ci è pervenuto grazie all’interpellanza presentata nel novembre 2013 dal gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle, nella quale avevamo richiesto informazioni sulle modalità di smaltimento dei percolati (rifiuti considerati di carattere speciali e quindi da trattare con modalità specifica) prodotti dall’ex discarica Valloni. Dalla presentazione del bilancio comunale siamo inoltre venuti a conoscenza di uno stanziamento in preventivo di 200 mila euro annui ad HERA per lo smaltimento e il trattamenti di questi percolati. La risposta dell’Amministrazione Buda all’interpellanza presentata dal M5S, ci ha lasciato del tutto sconcertati, nella quale si legge: “l’immissione delle acque reflue industriali provenienti dall’ex discarica Valloni, posto mortem, percolato, nella fognatura nera di via Mesolino, risulta regolarmente autorizzata con aut. 108/2012 […] parere per rinnovo autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in fognature”.

Le falde, i campi, i canali limitrofi e il mare potrebbero essere fortemente inquinati da Arsenico, boro, ferro, manganese, solfati e la cosa si potrebbe essere perpetuata per anni, con ricadute sulle falde, sugli ortaggi e il pesce che mangiamo, sulla nostra salute e su quella del nostro mare. Dobbiamo renderci conto che la nostra salute, quella dell’ambiente in cui viviamo e quella del mare, il vero motore della nostra economia, sono i principi base per il futuro della collettività e produttività. Un’Amministrazione virtuosa non può limitarsi ad assegnare varianti urbanistiche, venderci propaganda con strette di mano e faccioni sorridenti. I cittadini chiedono onestà, sincerità, partecipazione, opportunità, progetti virtuosi, salute e benessere. Se come Amministratori non perseguiamo e anzi minimizziamo questi valori, allora non siamo meritevoli di rappresentare quel servizio civico di così grande onore.

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