Cesenatico alluvionata: proposte concrete

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Di fronte ad un’alluvione come quella dei giorni scorsi, causata in gran parte da errori di questa amministrazione e da enti ad essa collegata, se i partiti e le forze politiche di Cesenatico non avessero detto nulla, come vorrebbe il PD, ci troveremmo in un’emergenza democratica da regime autoritario. Per fortuna Cesenatico è ancora libera e vige il libero pensiero. Non è con l’arroganza che si risolvono i problemi e invitiamo il PD a rispettare l’opinione delle altre forze politiche e di accettarne anche i consigli.

I gravi fatti accaduti hanno messo in evidenza i punti deboli del sistema di difesa a cui va posto rimedio. Confrontandoci con cittadini e tecnici esperti nel settore sono emersi questi suggerimenti:

- Sono risultate evidenti le problematiche delle porte vinciane; per chiuderle ed aprirle servono trattori con tiranti e ore di lavoro. Martedi 1 marzo al momento dell’allarme queste dovevano essere chiuse per difendere il centro storico, ciò non è accaduto e solo per pochi centimetri il centro storico non si è allagato. Quel sistema di chiusura non è il più funzionale in una situazione del genere, perciò occorre cercare soluzioni per renderlo efficiente. In caso contrario andrebbe rivisto l’intero progetto, oppure andrebbero rialzate le banchine del canale.

- Il sifone by-pass di Zadina ha evidenziato molti limiti tecnici e pone interrogativi angoscianti: è in grado di smaltire le acque che provengono da nord dal canale Fossatone e da sud dal canale Venone? Visti i fatti di mercoledì 2 marzo pare di no. Si arriva alla conclusione che sia l’intero abitato S. Teresa che le abitazioni dell’ambito Vena e Venarella rimarrebbero a rischio. E’ evidente che gli argini dei canali Vena, Venarella, Venone devono essere rialzati perlomeno alla stessa quota del Fossatone.

- A nostro parere la costruzione di casse di espansione, da posizionare nei punti critici del comprensorio, sono indispensabili per garantire la sicurezza degli abitati. A Cesenatico la zona del depuratore, compresa fra i canali Venone-Venarella sarebbe la più indicata.

- Le chiuse del tratto di canale Vena antistante via Montaletto, che non ha funzioni idrauliche, dovrebbero essere azionate puntualmente. La notte di mercoledì erano aperte è ciò può aver causato gli allagamenti della Falagnameria Meneghello e di molte abitazioni di via Montaletto, Viola e Arno che potevano essere evitate.

Le famiglie e le attività economiche allagate devono essere risarcite completamente se dovesse risultare con tutta evidenza che vi è colpevolezza da parte degli enti responsabili della gestione. E’ opportuno che tutte le forze politiche si attivino per garantire almeno un giusto risarcimento.

La speculazione edilizia favorita in questi ultimi anni dalla giunta PD – Comunisti italiani ha cementificato molti ettari di terreno agricolo aumentando il dissesto idro-geologico. Il nuovo piano regolatore prevede interventi edilizi devastanti nella Zona Madonnina compresa fra Via Cesenatico e Via Canale Bonificazione (la zona alluvionata recentemente) e nei quartieri di Sala, Villamarina, Bagnarola, Statale Adriatica a Ponente che riguardano circa 2 milioni di metri quadrati (200 ettari) di terreno agricolo. Questa amministrazione, i partiti e i dirigenti che la guidano saranno ricordati per le loro azioni che stanno danneggiando pesantemente il nostro Comune. Ci auguriamo che questa ennesima alluvione porti un po’ di saggezza e di equilibrio.

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