Atlantica: luci ed ombre

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La questione riguardante l’affidamento della gestione del parco acquatico “Atlantica” è sempre meno chiara. In questi giorni abbiamo avuto la possibilità di visionare il nuovo contratto firmato e notizie che meritano un approfondimento e risposte certe da parte dell’Amministrazione.

Atlantica è una risorsa importante per il nostro indotto turistico e per questo siamo molto soddisfatti che abbia aperto nei tempi prestabiliti e dia un servizio alle famiglie e ai ragazzi che visitano in nostro Comune. Tuttavia, l’analisi di diverse documentazioni ci spingono a porre alcune domande sulla nuova gestione del parco acquatico. Tali quesiti derivano dal fatto che, alcune settimane fa, il Comune di Cesenatico e il Prefetto hanno ricevuto richieste di chiarimenti relative ai collaudi di alcuni acquascivoli. Considerato il fatto che, attenendosi alle “Norme di sicurezza per le attività di spettacolo viaggiante”, le attrezzature devono essere sottoposte a collaudo annuale, ci chiediamo se il collaudo di tali acquascivoli sia stato effettuato. Il Prefetto, in una lettera datata il 26 Giugno, così ha risposto alle sollecitazioni a lui pervenute: “[…] competente a valutare i requisiti di sicurezza della struttura adibita a pubblico spettacolo denominata “Atlantica” è la Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, si comunica, al riguardo, sono stati comunque richiesti elementi di valutazione agli organi competenti.”.

Cosa ancor più sconcertante è che il nuovo contratto tra il Comune di Cesenatico e gli attuali gestori del Parco Acquatico è stato firmato solamente il 5 Luglio, cioè un mese dopo l’apertura del parco acquatico. In tal senso ci chiediamo: a che titolo sono stati eseguiti lavori di manutenzione e implementazione all’interno del parco acquatico? a che titolo gli attuali gestori hanno incassano le entrate? A che titolo hanno gestito le attività interne?

Se proviamo a leggere nei dettagli del contratto, scopriremmo tutta una serie di clausole molto “interessanti”. La durata dell’affidamento in concessione è stabilita in 2 anni, durante i quali “il gestore ha facoltà di effettuare a sue spese piccoli interventi di miglioria e adeguamento”(art.4). Tuttavia, continuando al leggere scopriamo che: “Gli oneri sostenuti per interventi eventualmente realizzati direttamente dal concessionario, preventivamente accordati e autorizzati da Comune, debitamente documentati e previa verifica della loro congruità, potranno essere scomputati dal canone in quote uguali per l’intera durata del presente contratto”( Art.7). La domanda che ci sorge spontanea è la seguente: a fine stagione, il Comune incasserà la totalità dei 125 mila euro o per l’ennesima volta ci troveremo di fronte a una gestione del bene pubblico scorretta, che fin troppe volte in passato ha danneggiato i Cittadini?

Ma non è finita qui con le sorprese. Il contratto di concessione non prevede il pagamento dell’IMU, che ammonterebbe a un importo di circa 30 mila euro. L’ennesima domanda che ci poniamo è la seguente: perché le attività produttive, economiche e turistiche del territorio sono fortemente strozzate dalla nuova imposta e diversamente questo accordo tra pubblico e privato non la prevede?

L’Amministrazione ha l’obbligo di gestire i beni comunali adottando procedure corrette e trasparenti. Per troppi anni i cittadini hanno dovuto pagare gli sprechi e la mal gestione del bene pubblico. Il MoVimento 5 Stelle chiede che l’Amministrazione dia pubblicamente risposte certe a queste sollecitazioni da noi poste.

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