Occhio non vede cuore non duole…

image_pdfimage_print

trivella cesenatico

La piattaforma di trivellazione Manhattan Key si è spostata in data 26 marzo dal pozzo Morena 1. Immediatamente ha raggiunto il vicino pozzo “Arianna 006 DIR A”, il quale dista circa 12 miglia marine dalla costa di Cesenatico/Cervia.

Anche per questo nuovo ingaggio della trivella Manhattan Key è stato dichiarato che verranno svolte attività di manutenzione (con una trivella?). Ciò che emerge è il fatto che questi interventi, molto onerosi sui pozzi, si eseguono con la previsione di un rinnovo delle concessioni e di un prolungamento dello sfruttamento intenso delle riserve di gas nei nostri fondali marini.

Quasi in corrispondenza alla data del 17 aprile, in cui ci sarà il referendum per il rinnovo delle concessioni dei giacimenti offshore entro le 12 miglia, la trivella simbolo della discordia
si allontana dagli occhi indiscreti di chi si interroga sulla sicurezza dell’ambiente, sui risvolti e sulle perplessità di perseguire la strada dello sfruttamento dei giacimenti e delle energie da combustibili fossili. Come avevamo già anticipato, le preoccupazioni derivano soprattutto dai rischi per l’ambiente in caso di guasti o malfunzionamenti (e proprio in questi giorni purtroppo, abbiamo un eclatante esempio nel disastro che è accaduto in Tunisia), ma anche dal punto di vista delle conseguenze geologiche, ovvero la subsidenza e l’incidenza degli eventi sismici conseguenti all’assestamento, evenienze dimostrate e certificate dagli studi della stessa ENI.

In conclusione, sarebbe bene tenere presente qualche cifra per poter fare le dovute constatazioni sulla situazione attuale. In base ad un aggiornamento del bollettino ufficiale degli idrocarburi (BUIG) del 31 maggio 2013, i permessi di ricerca ACCORDATI in Emilia Romagna sono 37, su 90 totali in Italia. Come si può ben comprendere la nostra regione è la più “trivellata” d’Italia. Basti pensare che la Lombardia, che è la seconda, ha solamente 14 permessi accordati.

È arrivato il tempo di investire in energia pulita, ottenuta in modo più economico e rispettoso dell’ambiente, non è ammissibile oggigiorno continuare ad inquinare, dato che lo si fa ben 2 volte, quando si estrae e quando si brucia per produrre energia da fonti fossili. Abbiamo la consapevolezza che il futuro dell’uomo e dell’ambiente è in grave pericolo anche grazie all’inquinamento derivato dall’uso degli idrocarburi, abbiamo i mezzi e la capacità per poter ovviare al problema, sfruttando le energie della natura, libere ed infinite. Cosa stiamo aspettando?

Riccardo Romani

Riccardo Romani – candidato Assessore (ambiente)

Rispondi

Devi essere registrato per postare un commento.