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Spiaggia ex zona Cesarini Valverde-Villamarina

Le spiagge libere di Cesenatico stanno scomparendo. In questi ultimi anni, il Comune di Cesenatico ha assegnato zone demaniali marittime, a fini commerciali, senza gare di rilevanza pubblica, sottraendo all’uso pubblico porzioni di arenile. Il Comune, in quanto luogo di gestione del bene pubblico nell’esclusivo interesse di cittadine e cittadini, dovrebbe essere il primo a difendere le spiagge pubbliche di Cesenatico

In particolare mi riferisco alla porzione di demanio fronte “zona Cesarini” di Villamarina, la quale zona oggi ha visto la ridefinizione attraverso un bando molto discutibile per i vincoli di partecipazione che impone e per le tempistiche brevi di presentazione per le domande. Altre spiagge libere di Cesenatico hanno subito negli ultimi anni lo stesso cambio di destinazione. Mi riferisco alla porzione di spiaggia libera affidata alla Gesturist in zona demaniale di fronte alla “villa celeste” di Ponente senza bando pubblico, a seguito dei lavori di riqualificazione del canale di Zadina. Inoltre ci sono stati manifestazioni di interesse per traslare parte della concessione del bagno Marconi di fronte ai Diamante, di fatto sottraendo lo spazio per la spiaggia libera adiacente. Inoltre sorgono come funghi nuovi stabilimenti balneari in spiagge precedentemente libere.

Le spiagge libere rappresentano un segno di civiltà di accoglienza e rispetto delle proporzionalità assegnate dalla stessa regione Emilia-Romagna, in relazione alle zone in concessione privata. In merito, si sottolinea che la legge Regionale tutela questi principi e queste esigenze per cui appare doveroso rispettare e incentivare tali disposizioni. Chiedo la convocazione della Commissione pianificazione territoriale, al fine di esaminare l’attuale situazione e assumere provvedimenti conformi alle leggi vigenti, ovvero la verifica del rispetto dell’articolo 39 del piano dell’arenile che cita: “Ai fini della salvaguardia delle aree destinate a spiaggia libera, verrà perseguita la dotazione minima nella misura del 20% della linea di costa nel territorio della Regione Emilia Romagna che potrà essere attuato attraverso l’asservimento delle concessioni dismesse.”

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