Svolta a destra… quale alternativa?

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La coalizione di centrodestra propone un cambiamento di rotta, ma cosa significa realmente dare un’alternativa per il Comune di Cesenatico? Come in ogni campagna elettorale vediamo apparire nello scenario politico fantomatiche coalizioni di partiti che si spacciano come alternativa all’attuale Amministrazione. Anche nel nostro Comune si è presentata una coalizione di centrodestra con all’interno quasi la totalità dei partiti d’opposizione. La cosa che ci lascia molto perplessi è che questa coalizione si definisce come il nuovo, l’alternativa a questa Amministrazione e tutto questo lo sta facendo solamente poco prima della tornata elettorale, ad un mese dalle elezioni.

I quesiti che ci poniamo sono i seguenti: durante il quinquennio di legislatura dov’era l’opposizione? Come mai non la abbiamo praticamente sentita ed ora che siamo ad un mese dalle elezioni emerge con slogan di cambiamento ed alternativa? Andando a vedere nei fatti come hanno votato su progetti quali l’ex Nuit, l’ambito 1 delle colonie, la costruzione di nuovi supermercati e la ricapitalizzazione di HERA, si evidenzia chiaramente che l’opposizione in questi 5 anni ha svolto un ruolo passivo in Consiglio comunale, appoggiando politiche speculative ed affaristiche dell’attuale Amministrazione. Queste affermazioni sono dimostrate dal fatto che ci siamo fatti sentire più noi del MoVimento 5 Stelle in questi 5 mesi che l’intera opposizione in 5 anni di legislatura.

Il solo cambiamento che notiamo in un eventuale passaggio da un’Amministrazione di sinistra ad una di destra, è un passaggio di clientele ed interessi personali di centrosinistra a clientele ed interessi personali di centrodestra.

L’unica vera alternativa a questa struttura clientelare, partitica e di interessi personali sono gli stessi cittadini che finalmente hanno una voce politica in grado di convogliare le loro esigenze. Il MoVimento 5 Stelle è molto più che una lista civica senza colore partitico. Il progetto che si sta concretizzando è il primo passo di una vera e propria rivoluzione culturale, dove il cittadino si mette in gioco direttamente per scardinare questa struttura clientelare che non considera minimamente il cittadino se non ad un mese dalle elezioni. La democrazia partecipativa dal basso è l’unica soluzione possibile se vogliamo cambiare realmente le cose nel nostro Comune.

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