Tassa di soggiorno: un’assurdità!

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Introdurre la tassa di soggiorno a Cesenatico è un’assurdità. L’idea lanciata dal partito Repubblicano, che si presenterà alle prossime elezioni in coalizione con il Partito Democratico, porterebbe alla deriva il sistema turistico e ricettivo già in forte sofferenza della nostra Città. Facile fare cassa introducendo nuove tasse, ma non è questo che significa amministrare in maniera lungimirante, facendo economicità e guardando al futuro. La tassa di soggiorno è stata inizialmente introdotta in quelle città con caratteristiche artistiche e storiche, che di certo non risentono la concorrenza. Successivamente è stata utilizzata anche da realtà balneari (vedi Rimini, Gatteo e Cervia) per fare cassa e chiudere i buchi di bilancio causati da Amministrazioni inefficienti. Tuttavia, l’introduzione di questa tassa ha dimostrato di non portare i benefici economici stimati. Le previsioni sono stati riviste al ribasso anche del 50%. Inoltre delle risorse incamerate solamente una piccola percentuale viene reinvestita nel turismo, il restante viene utilizzato nella spesa corrente per chiudere buchi di bilancio. Ad oggi, le nostre città rivierasche si giocano una partita di forte concorrenza, considerati anche i flussi turistici facilmente influenzabili anche da aumenti di prezzi causati dall’introduzione di nuove tasse locali, come per l’appunto la tassa di soggiorno. La vera sfida non è far cassa, ma riformare tutto l’assetto amministrativo della città con l’obiettivo di abbassare le tasse. La nostra proposta, più volte presentata in Consiglio comunale è di abbassare del 20% l’aliquota imu per le attività produttive, in particolare per la Categoria C (piccoli esercizi commerciali, botteghe, negozi). Questo significa aiutare le attività, altro che introdurre nuove tasse! Tutto ciò sarebbe possibile rivedendo l’assetto amministrativo, stipendi e carichi di lavoro all’interno della Cesenatico servizi, pur mantenendola società municipalizzata e il lavoro per gli attuali dipendenti. Inoltre una buona fetta si potrebbe recuperare dai trasferimenti che il Comune utilizza in maniera discrezionale e discutibile per elargire patrocini, consulenze esterne e contributi di qualsiasi natura.

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