Incatenati agli alberi

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Questa mattina il MoVimento 5 Stelle ha organizzato una manifestazione nel Quartiere di Boschetto per salvare gli alberi e i parchi di viale Torino dal prossimo abbattimento. Abbiamo allestito un gazebo informativo e presidiato la zona verde adiacente alla scuola materna, allo scopo di manifestare tutta la nostra contrarietà per il progetto dell’Amministrazione che impone l’abbattimento di 26 alberi sani per far posto a nuovi parcheggi. I cittadini e residenti di Boschetto hanno manifestato tutto il loro amore per il verde del proprio Quartiere legandosi agli alberi che a breve saranno abbattuti per volere solo ed esclusivo dell’Amministrazione.

Questa decisione scellerata e autoritaria senza aver preventivamente ascoltato né i cittadini, né il Quartiere, né tanto meno il Consiglio comunale, rischia di creare un precedente preoccupante nella gestione delle zone verdi nel nostro Comune. Siamo fermamene convinti che il verde pubblico vada preservato e riqualificato per garantire un’ottima qualità della vita sia per i residenti che per i turisti. Il Quartiere di di Boschetto è unico nel suo genere, una zona da preservare e riqualificare. Perchè non ripensiamo alla mobilità di Cesenatico, incentivando l’utilizzo di piste ciclo-pedonali e parcheggi scambio autofinanziati da coperture di pannelli fotovoltaici? Nel vicino Comune di Cattolica hanno tolto tutte le macchine dei turisti ospitati negli alberghi, dirottandole alle porte della città in un grande parcheggio scambio ricoperto da pannelli fotovoltaici. Le soluzioni esistono già, non dobbiamo inventarci nulla, basta guardarsi attorno.

La vicenda non è così chiara come sembra. Secondo quale esigenza si vogliono creare nuovi parcheggi? O per meglio dire, secondo l’esigenza di chi? L’Amministrazione deve forse accomodare amici e conoscenti che le hanno richiesto nuovi posti macchina per esigenze private? Purtroppo queste informazioni non escono da “palazzo” e i cittadini non vengono minimamente nè informati né tanto meno ascoltati. Dobbiamo constatare che l’acclamato “cambio di rotta” è un’autoritaria virata a destra.

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